Quando la startup e’ quasi una Religione
Di Davide Berretta
Da Nova - Il Sole 24 Ore - Giovedi’ 28 Settembre 2006
Il Mestiere di Innovare - La Storia di Paul Graham
Dopo essersi fatto un nome con gli antispam, ha fondato una societa’ con un chiaro obiettivo: far nascere altre societa’
Paul Graham non ha dubbi. I grandi balzi in creativita’ e innovazione compiuti dall’umanita’ sono avvenuti quasi sempre grazie alla vicninanza fisica di grandi menti e talenti, al lavoro su questioni correlate. L’esempio che porta e’ la Firneze medicea di Masaccio, Brunelleschi, Michelangelo e Leonardo, dove lui stesso ha studiato per un anno, all’Accademia di belle arti. “Camminando per la citta’ —racconta Graham, rispondendo via email— e’ difficile non chiedersi come mai abbiano smesso di creare cose meravigliose, li’. Vivere a Firenze e’ stato come vivere a Dayton, Ohio, sebbene Firenze sia estremamente piu’ bella. Avevo la sensazione che l’epicentro dell’eccitazione fosse altrove”. Oggi pero’, quell’aria di fermento l’ha trovata nella Silicon Valley, dove tenta d’innovare con la sua nuova iniziativa imprenditoriale, YCombinator.
Graham, oggi quarantunenne, e’ un esperto del linguaggio di programmazione Lisp, nonche’ l’inventore dei filtri antispam che quotidianamente ripuliscono le nostre caselle email. Nel 1995 aveva fondato una compagnia di software Viaweb, per poi venderla tre anni piu’ tardi a Yahoo!, in cambio di 455mila azioni del colosso di internet, allora valutate 49.6 milioni di dollari.
Arricchirsi con un’operazione del genere e’ il sogno della nuova generazione di informatici figlio del boom delle dot-com, che Graham chiama hacker, intendendo pero’ persone creative, e non i pirati informatici. In piu’ di un modo, e’ stato lo stesso Graham a plasmare quest’aspirazione collettiva. Un po’ con le sue attivita’ imprenditoriali. Ma soprattutto con i suoi saggi, raccolti sul sito paulgraham.com, che illuminano la via a tutti gli hacker che vogliano emulare le sue gesta. I titoli vanno da “Come iniziare una startup” a “Come scrivere” fino ad “Assumere e’ obsoleto” . Ma il filo conduttore dei saggi e’ la volonta’ di aiutare l’hacker a creare qualcosa di utile, bello e redditizio.
In qualche modo, YCombinator e’ la logica conseguenza di quel che Graham predica per iscritto. Durante una presentazione ad Harvard, Graham spiegava agli studenti che per sopravvivere durante i primi mesi di vita, le loro start-up avrebbero dovuto trovare dei business angel, imprenditori disposti a finanziarli senza porre condizioni. “ma non venite da me”, aggiunse scherzando.
Poi, si e’ rimangiato la parola. L’anno scorso ha fondato YCombinator, una societa’ che aiuta altre compagnie a nascere, crescere e fiorire. Selezionate in base a un dettagliato questionario e lunghi colloqui, le start-up ottengono 6mila dollari di finanziamento per membro del ream, a fondo perduto e senza condizioni, consulenza illimitata degli esperti (incluso lo stesso Graham), e aiuti di tipo logistico.
YCombinator, come ogni start-up che si rispetti, ha chiari fini di lucro: mediamente si accaparra un 6% di ogni compagnia ammessa. L’idea di fondo e’ simile a quella del venture capital: anticipare denaro a compagnie promettenti in cambio di una quota azionaria, sperando che alcune delle compagnie sfondino, tramutando quel 6% in patrimonio.
Ma secondo Graham, “YCombinator e’ piu’ leggero, piu’ piccolo e piu’ veloce del venture capital tradizionale” e punta anche molto di piu’ sulla creativita’ e sulla dedizione dei nuovi imprenditori. “Finora —assicura Graham— la cosa che piu’ mi ha sorpreso e’ stata la differenza che fanno le persone. Alcuni paiono destinati a vincere qualunque cosa accada: al massimo hanno bisogno di qualche consiglio. Allo stesso modo, il fallimento sembra inevitabile per tutti gli altri”.
In appena un anno di vita, YCombinator ha lanciato dodici start-up: da una compagnia che permette transazioni di denaro tramite un semplice Sms, a un sito che permette di ritoccare online qualunque immagine in pochi secondi. Ma il progetto piu’ riuscito e’ senz’altro Reddit, un aggregatore di link proposti dai singoli utenti, che poi a loro volta volta votano i link, decidendo cosa sia da prima pagina e cosa sia da dimenticare. Il sito, lanciato poco piu’ di un anno fa, gia’ collabora con Slate, la piu’ blasonata rivista online, e ha livelli di traffico impressionanti. Secondo i dati di Alexa, e’ il novecentesimo sito piu’ visitato del web, ed e’ in continua crescita.
Anche le start-up che falliscono, se ne vanno con stile: Kiko, un’agenda online che prometteva bene, non e’ sopravvissuto al lancio del concorrente Google Calendar, ed e’ stato messo all’asta su eBay qualche settimana fa a un prezzo iniziale di 4,999 dollari. Gli scettici, secondo i quali la cifra cosi’ bassa tradiva una certa disperazione, si sono ricreduti quando Kiko e’ stato venduto, dopo un’asta combattuta, a 258,100 dollari. E pensare che gli hacker hanno persino riparmiato in pubblicita’: affinche’ i potenziali acquirenti ne venissero a conoscenza, e’ bastao mettere il link su Reddit.
Il modello imprenditoriale e’ poco ortodosso, come lo sono gli uffici delle varie start-up. Una caotica camera in un campus, qualche computer, tanta caffeina e tre ragazzi intenti a lavorare anima e corpo a un progetto da loro ideato: per Graham, e’ questo l’ambiente aziendale piu’ produttivo. Anche se l’innovazione vera sembra comportare sempre una somma di rischi e immaginazione: “E’ difficile prevedere anche solo se riusciremo a chiudere in attivo” confessa Graham. “Ma se inizieremo a fare grandi profitti allora il nostro modello si diffondera’. E allora tutti diranno che era inevitabile. Persino ovvio”.